lunedì 19 maggio 2008

ancora sulla quarta serata

i video

28 marzo 2008_quarto appuntamento di UOVO CRITICO
Reggimento Carri - Roberto Corradino | Gianfranco Capitta





a cura di RICCARDO FREZZA

giovedì 8 maggio 2008

ancora sulla terza serata

i video

18 marzo 2008_terzo appuntamento di UOVO CRITICO
Teatro Sotterraneo | Marcantonio Lucidi






a cura di RICCARDO FREZZA

giovedì 1 maggio 2008

DEPOSITO del primo maggio

Deposito del primo maggio
Mi imbatto in altre "pezze d'appoggio" alla mia tesi sulla necessità di superare il decostruzionismo: risalgo al saggio di Pasolini La fine dell'avanguardia.
La conseguenza – argomenta Pasolini – è che la lingua dell'avanguardia (e ha di mira il Gruppo '63), distruggendo la forza significativa e metaforica della parola, si presenta «[…] senza ombre, senza ambiguità e senza dramma, come dei formulari impersonali o dei testi accademici». Il problema che l'avanguardia non è stata capace di affrontare, è il modo di trattare la realtà senza devitalizzarla e anestetizzarla, quanto affermare «[…] la volontà dell'autore a esprimere un "senso", piuttosto che dei significati. Quindi a far succedere sempre qualcosa nella sua opera. Quindi a evocare sempre direttamente la realtà, che è la sede del senso trascendente i significati».
Rispetto a una realtà così profondamente cambiata, osservava lo scrittore, sono inadeguati sia i metodi del vecchio impegno marxista che quelli dell'avanguardia, bisogna pretendere un'arte che sia in grado di affrontare il presente evocandolo, sospendendo il senso, realizzando opere ambigue, senza rinunciare all'impegno, ovvero alla realtà.
Segnalo una coincidenza: su Liberazione del 30 aprile Erri DeLuca parla di coraggio necessario a vincere la paura che ha determinato il voto di destra alle ultime elezioni. «Quello su cui la sinistra dovrebbe speculare è il coraggio. A me pare che non ci sia nessuno che osi rovesciare i termini...» Per invertire la regressione culturale bisogna incominciare «dalle persone e dal sentimento del coraggio»

Ecco il testo a cui mi riferisco:
P.P. Pasolini,
La fine dell'avanguardia (Appunti per una frase di Goldmann, per due versi di un testo d'avanguardia, e per un'intervista di Barthes), in Id., Empirismo eretico, cit., p. 130.

Roma, 1 maggio 2008
Valentina Valentini


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Valentina Valentini insegna all'Università della Calabria e al Corso di Studi in Arti e Scienze dello Spettacolo dell'Università di Roma "La Sapienza". Le sue ricerche comprendono lo spettacolo nel Novecento e il campo delle interferenze fra teatro, arte e nuovi media.

lunedì 28 aprile 2008

UOVO CRITICO a "Il Consiglio teatrale"


Il consiglio teatrale
28/04/2008

IL CONSIGLIO TEATRALE con ULDERICO PESCE e ELVIRA FROSINI
Rumori fuori scena - a cura di Laura Palmieri - collaborazione di Natascia Di Baldi - Lunedi 28 aprile 2008, ore 22,50

Ospiti di questa puntata di Rumori fuori Scena ULDERICO PESCE, che parla dei suoi due nuovi spettacoli - Il triangolo degli schiavi: i lavoratori clandestini in Italia in scena al Teatro India di Roma fino al 30 aprile e Il pane loro- Storie da una Repubblica fondata sul lavoro, in cui l'attore e autore lucano affronta il tema scottante e attualissimo delle morti bianche; e ELVIRA FROSINI, direttrice artistica e organizzativa di UOVO CRITICO - un'iniziativa realizzata nell'ambito di Scenari indipendenti - un progetto per il teatro del presente - che dal 29 febbraio al 18 aprile scorsi ha organizzato una serie di incontri aperti al pubblico tra alcuni gruppi della nuova scena romana, e non solo, e altrettanti critici teatrali, per immagazzinare questioni, ossessioni, riflessioni, rilevare costanti, tracciare scie, lasciar cadere briciole o sassolini come Pollicino (in modo da non perdere la strada del ritorno a casa) , nel tentativo di individuare ed aggiornare una mappa dell'attuale scena performativa.

Il Triangolo degli schiavi è la storia di Ambrogio Morra, nato vicino a Cerignola, in provincia di Foggia ed emigrato a Roma in cerca di un lavoro. Abita allo Scalo San Lorenzo, in una camera-veranda che si affaccia sulla tangenziale, dove, in cambio di un piccolo risparmio sull'affitto deve convivere e accudire circa 400 canarini che gli rendono la vita assai difficile. Ambrogio si sente come un profugo, isolato tra i canarini. Il lavoro non gli cambia, come aveva sperato la vita, che invece si trascina tra la costrizione ad "abitare con i canarini" e le pesanti ore passate a scaricare la frutta ai mercati generali. La nonna Incoronata, che a fianco di Giuseppe Di Vittorio prese parte alle lotte di "conquista della terra", lo sollecita a scendere in Puglia dove sono "tornati gli schiavi" e dove Incoronata, ora come allora, si sta sostituendo ad uno Stato italiano sempre latitante e assiste e sostiene i lavoratori clandestini sfruttati per la raccolta dei pomodori. Nonna Incoronata sollecita il nipote Ambrogio a fare come lei e a raccontare e denunciare quanto succede: "i tanti polacchi e africani sfruttati e morti nelle campagne italiane". Ambrogio diventa amico di alcuni immigrati e scopre la bellezza delle loro origini etniche, l'avventuroso viaggio fatto per arrivare nel Sud dell'Italia, il rapporto con gli scafisti, l'ospitalità nei Centri Temporanei di Accoglienza, l'espulsione, la clandestinità, e lo sfruttamento schiavistico a cui sono sottoposti da caporali e padroni che li fanno lavorare per quindici ore al giorno in cambio di venti euro. Ambrogio si trova a fare la stessa lotta che 50 anni prima aveva fatto sua nonna Incoronata contro i latifondisti e a favore della distribuzione della terra ai braccianti. Ma i braccianti agricoli che occupavano la terra negli anni '50 avevano un nome e un cognome e una patria. Ora c'è solo l'amarezza di una "lotta mancata" per l'acquisizione dei diritti.

Gli incontri di Uovo Critico possono essere riascoltati sul blog di podoff , un originale podcast italiano di teatro, dove si possono trovare notizie, segnalazioni di eventi, recensioni, presentazioni dei lavori delle compagnie con video e slideshow, ma anche bandi di concorso ed opportunità di lavoro e formazione. (podoff.splinder.com)

MAddAI | Donatella Bertozzi
Alessandra Cristiani | Mariateresa Surianello
Teatro Sotterraneo | Marcantonio Lucidi
Reggimento Carri-Roberto Corradino | Gianfranco Capitta
PsicopompoTeatro | Attilio Scarpellini
Kataklisma | Nico Garrone
gramigna_ct | Lorenzo Donati
Muta Imago | Antonio Audino

lunedì 21 aprile 2008

DEPOSITO ultimo

Deposito ultimo

Dicevo: il problema è la mancanza di coraggio
Ci si nasconde dietro i cliches estetici delle avanguardie, senza la radicalità e la necessità che motivava le scelte linguistiche e sintattiche–compositive della ricerca delle avanguardie
Si ha timore di essere espliciti, perché abbiamo acquisito che il mistero, il non detto, l'ineffabile è più ricco del visibile, chiaro e distinto, certificato.
Si ha timore di raccontare una storia e ci si convince che non si vuole raccontare una storia;
la cultura contemporanea è antinarrativa, antiaristotelica, antiinizio e fine, la meta deve essere sempre indefinita
però le storie sono bene impresse, come pure i personaggi sono impressi (nei programmi)
ma si ha paura del teatro naturalistico e
per sfuggire al mimetico si cade nel dissociato
per sfuggire al consequenziale si sceglie l'iterativo,
per mancanza di addestramento si diventa performativi
per non saper dominare la propria vocalità, respiro, si mandano le voci off
per paura di essere banali (concreti) si attinge a concetti astratti
per paura del sentimentale si sottrae il sentimento
per timore dell'unità si ricorre ai frammenti
per essere in sintonia con la catastrofe senza qualità non si tenta il tragico
eppure il dolore esiste, non siamo atrofizzati,
l'immaginario va alimentato: il teatro lo nutre? E come? Con mitologie fassbinderiane, con la fantascienza?


NOTA 1
l'estetica dell'avanguardia, prima e seconda se cancellava le storie, amplificava i corpi, atleta, acrobata, biomeccanico, danzatore, trasparente, icona
Se detronizzava la parola, la semantica, il significato, esplorava il suono, la phoné, inventava una nuova lingua
proferire la parola come combattimento con il corpo (e non faccio esempi)
se spezzava la continuità immetteva il ritmo, la musicalità, lo sfiancamento, il montaggio a trame grosse, la polifonia
descrizione, paesaggi, geometrie orizzontalità, verticalità, sprofondamento: spazio organico non meccanismo auto sufficiente

NOTA 2
Per sbarazzarci di una cultura teatrale aristotelica in cui i nessi erano ben annodati c'è voluto quasi un secolo, dalle avanguardie storiche fino a tutto il Novecento, con le varie regressioni delle crisi del realismo socialista da cui ci si risolleva negli anni sessanta con il boom economico, emergono i Robbe Grillet, il gruppo 63 in Italia, gli happening e Cage,
il decostruzionismo negli anni settanta radicalizza gli assunti e li porta in tutti i campi, non solo artistici (filosofici, antropologici)
demolisce le impalcature
Il postmodernismo porta a compimento la demolizione dell'edificio semantico, compositivo.
Ma l'obiettivo a partire dall'astrazione, non era quello di desensorializzare, quanto di vivificare la realtà, togliere le scorie per mettere a nudo il cuore pulsante.


Possibile che le giovani generazioni si rivestano e si coprano come un mantello con le maschere vuote dell'estetica decostruttiva?:

Dov'è la crepa attraverso la quale chi rilegge Fassibinder, Pasolini, Medea, infila se stesso e lacera la cornice che si è creato?

Eppure la conoscenza c'è, non c'è ignoranza: come farla interagire nel proprio fare?
Come prendere coraggio?

Grazie per avermi offerto questa opportunità di riflessione

Valentina V.


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Valentina Valentini insegna all'Università della Calabria e al Corso di Studi in Arti e Scienze dello Spettacolo dell'Università di Roma "La Sapienza". Le sue ricerche comprendono lo spettacolo nel Novecento e il campo delle interferenze fra teatro, arte e nuovi media.

martedì 15 aprile 2008

podcast Muta Imago | A. Audino

è on line l'intervista tra Muta Imago e il critico teatrale de «Il Sole 24 Ore» Antonio Audino, protagonisti dell'ottavo appuntamento di UOVO CRITICO 2008.


a cura di PODOFF

podcast gramigma_ct | L. Donati

è on line l'intervista tra Riccardo Frezza, regista di gramigna_ct e il giovane critico della redazione di Altre Velocità, Lorenzo Donati, protagonisti del settimo appuntamento di UOVO CRITICO 2008.


a cura di PODOFF